VANGELO DOMENICA 5 DICEMBRE 2021
                                                                      

                II DOMENICA DI AVVENTO

                                                                           
                                                                                     
Audio Omelia

INTRODUZIONE
Ragazzi siamo alla seconda settimana di Avvento.
Domenica scorsa Gesù ci ha fatto notare che dobbiamo essere svegli, attenti, cioè Gesù ci ha detto VEGLIATE.
Oggi il Vangelo ci dice per bocca di Giovanni PREPARATE.
 
Il vangelo inizia in maniera solenne ricordando i vari “protagonisti” della storia di quel tempo. Si tratta di imperatori, governatori, tetrarchi, sommi sacerdoti. 
Mamma mia che lungo elenco di nomi e di posti che fa l’evangelista! 
Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, e poi la Giudea, la Galilea, la Traconitide. 
Tutti questi nomi, solo per dire che Giovanni Battista, figlio di Zaccaria, comincia a predicare nel deserto? 
Sembra un discorso troppo lungo e difficile e forse anche un po’ noioso!
Ma perché l’evangelista Luca ci tiene ad essere così preciso e dettagliato? 
Che importanza ha se chi legge non coglie subito di che anno si tratta?
Mentre scrive, Luca sa che ci sono in giro voci che dicono che Gesù è solo una favola, che non è il Figlio di Dio, che la sua storia l’hanno inventata gli apostoli e i discepoli. Per questo decide di dare tanti dettagli storici così da fissare bene il tempo e il luogo degli avvenimenti. 
È il modo che Luca sceglie per dire a chi legge: tutto questo è successo davvero, è successo in quella terra e in quell’anno preciso.
E cosa è successo? 
 
Protagonista centrale del vangelo è:
 
                                                                      GIOVANNI BATTISTA
Egli ha un legame particolare con Gesù: è suo cugino ed è chiamato ad una missione particolare, essere un profeta. Essere un profeta significa parlare in nome di Dio, annunciare il suo messaggio il più ampiamente possibile, deve lanciare un appello alla penitenza e alla conversione dovunque, deve raggiungere tutti, …anche noi ragazzi! Giovanni è un profeta che ci dà un insegnamento.
 
PREPARATE: ci dice Giovanni Battista, che vive nel deserto nutrendosi di cavallette e miele selvatico. 
Battezza con acqua e chiede loro di preparare i cuori diventando migliori;
annuncia che Gesù vuole salvarli dalla loro cattiveria. 
Giovanni, nel deserto, alza la voce e grida di fare tutto quello che è possibile per accogliere il Signore che viene. 
Ragazzi avete capito bene, Giovanni GRIDA
Se vi dico GRIDARE cosa vi viene in mente?
Si può gridare di rabbia, di paura, di tristezza, di dolore. 
Si può gridare quando si vuole imporre la propria volontà agli altri e questi sono sempre atteggiamenti sbagliati. 
Caspita, abbiamo collegato un sacco di emozioni negative al verbo gridare!
Attenzione però, il gridare di Giovanni è diverso, egli dà un avviso, mette in guardia
 
Giovanni, nel deserto, alza la voce, grida forte e ci indica come dobbiamo preparare bene la strada al Signore, per trovare un sentiero verso Dio. 
Gli strumenti che dobbiamo fare nostri sono: 
la semplicità, la verità, la gioia
Essi si traducono in uno stile di vita che ci vede…
 
SEMPLICI: Giovanni Battista per primo è stato un uomo semplice nel vestire, per primo ha raddrizzato i sentieri, cioè ha avuto un pensiero semplice, lineare, senza troppi grilli per la testa. 
Abbiamo bisogno di pensieri veri nella nostra vita, di pensieri positivi e buoni, che ci rendono felici.
 
VERI: Tutti noi portiamo nel cuore delle difficoltà più o meno grandi, più o meno insidiose, delle fatiche più o meno superate. 
Non siamo sempre bravi in tutto! 
Ebbene: occorre stare attenti a non lasciarci travolgere dalle nostre fragilità o, peggio, mascherarle per apparire bravi. 
Giovanni ci dice di riempire i burroni delle nostre fragilità, cioè capire che, non dobbiamo essere prefetti o degli eroi che sanno fare tutto; ma saper chiedere aiuto quando è necessario e ricordarci che, in ogni momento della nostra vita, abbiamo sempre vicino il miglior amico, Gesù che è un Padre che ci ama sempre per quello che siamo.
 
GIOIOSI: In un mondo basato sull'immagine conta più l'apparenza della sostanza, dove si è felici solo se si hanno determinate cose. 
Io vi dico, bene il fitness, ottimo il body-building per stare in forma. 
È bene curare il proprio modo di vestire ma esso non deve diventare il nostro monte o colle che ci impedisce di scendere nella realtà. 
Ma occorre aprire qualche palestra di spirit-building, qualche estetista del cuore e dell'anima! 
Dobbiamo in questa seconda domenica di Avvento come Giovanni ritirarci nel deserto, cioè nel nostro cuore e capire che si può essere gioiosi con ciò che si ha o siamo. 
 
È un’impresa impossibile
Ma possiamo cominciare a farla, perché in questo modo incontriamo il Signore. 
Noi siamo invitati a fare un po’ di silenzio, mettendo a tacere nel nostro cuore i sentimenti di egoismo per lasciare spazio a Dio che ci parla attraverso la Sua Parola.
Quante situazioni di povertà, indifferenza e ingiustizia vediamo o viviamo ogni giorno?
Oggi siamo invitati a far risuonare nel cuore, con perseveranza e fermezza, la Parola della consolazione e della fraternità.
Ragazzi ricordate quindi che la parola chiave è PREPARARE.
Come dobbiamo preparare la strada al Signore che sta per arrivare?
 
                                                                         Bisogna essere
                                                               SEMPLICI, VERI, GIOIOSI
                                                                proprio come lo siete voi.