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                                                                                  VANGELO 29 MAGGIO - SETTIMA DOMENICA DI PASQUA

Siamo ancora nel tempo di Pasqua e, mentre attendiamo il dono dello Spirito Santo, ci fermiamo ad ascoltare e a far nostra questa bella pagina del Vangelo di Luca, che ci racconta l'Ascensione di Gesù. 
Eh si ragazzi! Gesù sale al cielo. Egli, dopo aver parlato con i discepoli, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio; potremmo dire: Semafori rossi spenti…, si accendono i semafori verdi…, si parte…
Dovremmo aggiungere “e chi si è visto si è visto?” Certo che no!
Significa che Gesù lascia soli anche noi?
Tranquilli, potremmo definire questa domenica come la domenica delle partenze importanti…  
La prima è quella di
 
GESU’: Egli si trova con i suoi discepoli e cerca di far ricordare loro tutto ciò che ha fatto sulla terra.  Egli stando in mezzo a loro ha compiuto segni straordinari davanti alle folle, ha camminato sull'acqua, ha placato le tempeste, ha moltiplicato il pane ed ha sconfitto la morte, risuscitando. Per gli apostoli, il tempo di Pasqua, è stato un susseguirsi di emozioni, paura, entusiasmo, gioia di vederlo di nuovo. 
Chissà che confusione avevano in testa! Magari alcuni hanno immaginato che sarebbe rimasto per sempre, che avrebbero ricominciato a viaggiare, a predicare per le strade della Galilea. Gesù invece frena i loro entusiasmi: Lui ha compiuto il suo viaggio terreno, ha terminato la missione che il Padre gli aveva affidato. Gesù è pronto per partire, o meglio per restare. Egli infatti non vuole abbandonare i suoi ma semplicemente dire…
 
 
ARRIVEDERCI: è proprio bella questa parola. 
Gesù è pronto ad andare via, ma con la consapevolezza di restare nel cuore dei discepoli con i suoi insegnamenti. Gesù fa una raccomandazione: “Restate in città, finché non siate investiti dall’alto” con il dono dello Spirito Santo.
I discepoli pronti a salutarlo hanno la certezza di rivederlo, di non essere più da soli. Egli parte, ma resta! Sapete, quando immagino Gesù che ascende cioè sale al cielo, mi viene da pensare: ma Gesù ha proprio cominciato a galleggiare nell'aria? Non abbiamo una descrizione dettagliata di quello che è avvenuto: sappiamo però che Egli fu innalzato da terra e salutò i suoi. Vi chiedo? Avete mai detto arrivederci ad un amico? Credo proprio di si. Penso a chi quest’anno conclude la quinta elementare e si appresta a salutare i compagni con cui ha condiviso, per tanto tempo, le proprie giornate. Di sicuro sta provando, tutte insieme, queste emozioni: c’è entusiasmo per la nuova avventura scolastica, per le nuove amicizie da stringere; c’è tristezza per dover salutare i vecchi compagni, ma anche tanta consapevolezza che quell’amicizia costruita nel tempo, se è sincera e vera, non si spezzerà anzi, durerà nel tempo. Quindi quel saluto è solo un arrivederci a ritrovarsi, un giorno, di nuovo. Ed è quello che è successo agli apostoli, per questo tornano a Gerusalemme con il cuore pieno di gioia, ecco perché trascorrono il loro tempo in preghiera, al Tempio, per ringraziare e benedire il Signore Dio, di tutto quello che hanno vissuto e condiviso. 
 
 
Ma è tempo anche per gli
 
APOSTOLI: di partire. Gesù li ha scelti, li ha amati come amici speciali anche quando lo hanno tradito; ma adesso è tempo che camminino da soli, come un genitore che lascia le mani del bambino e lo fa andare per la sua strada. Ragazzi, proviamo a chiedere a mamma e papà come abbiamo imparato a camminare: sicuramente andando prima a carponi (o “a gattonare”) poi l'istinto di “tirarci su” appoggiandoci di qua e di là, poi ci prendono per mano fin quando non riusciamo a trovare il nostro equilibro e poi, finalmente, si cammina con le proprie gambeeee!!! Ma c’è stato un momento in cui i nostri genitori hanno deciso di lasciare le nostre mani perché sapevano che in noi c’era la potenzialità di saper camminare e subito dopo, vai con corse, salti, e anche cadute! Di certo le cadute diventano più frequenti, perché siamo autonomi e liberi di scegliere dove andare e di cadere. Ma sappiamo che ci sarà sempre qualcuno pronto a consolarci e a curare le ferite e i dispiaceri. Gesù è proprio così: sapeva che i suoi amici avevano ricevuto tutti gli insegnamenti giusti e in loro c’erano tutte le potenzialità per aiutare gli altri ad essere dei buoni cristiani, ha affidato loro una grande
 
 
RESPONSABILITA’: Gesù ha affidato loro la responsabilità di andare per il mondo a testimoniare il suo messaggio. E come se Gesù stesse dicendo: ecco, io vado, ora tocca a voi essere testimoni di tutto quello che avete visto e udito. Dovrete essere testimoni non solo qui a Gerusalemme ma ancora più lontano, sempre di più... ovunque, fino a raggiungere i confini della Terra! 
Ragazzi sapete che cos’è una responsabilità? È un compito che ci viene affidato da chi ha piena fiducia in noi. Scommetto che la mamma o il papà abbiano incominciato ad affidarvi delle piccole responsabilità che servono per farvi crescere e maturare. 
Ebbene, ragazzi, voi sapete che con oggi il catechismo termina, alcuni lo hanno svolto in presenza, altri a distanza; avete imparato a conoscere Gesù come fratello, amico, Maestro e adesso tocca a voi annunciarlo. Ecco, Gesù ha piena fiducia in voi e vi sta affidando, al termine di questo cammino, la responsabilità di portare il suo messaggio, ciò che avete appreso su di Lui.
Non temete! Egli è con voi, non siete soli, anche se adesso è in… 
 
CIELO: Quello è il posto di Dio, quello è il posto che spetta anche a Gesù. Come i corridori del giro di Italia, che giunti al traguardo, salgono sul podio; Gesù sale per la sua tappa finale, salendo anch’egli sul podio. Attenzione però! Quello di Gesù è un podio diverso perché la sua vittoria è stata quella di mettersi al servizio degli altri, di donare la sua vita per sconfiggere la morte. Su una cosa, però, Gesù ci mette in guardia: non distraiamoci contemplando il cielo, che è sopra le nostre teste, dimenticando le nostre responsabilità, aspettando che dall’alto arrivino tutte le risposte.
 
 
                                                                 Sappiate che Gesù resta sempre connesso con noi e l’immagine è chiara. 
                                                                                    C’è un filo che ci lega a Lui non sparisce ma
                                                                                               Egli si aspetta da noi una cosa: 
                                                                                              che ci rimbocchiamo le maniche.
 
                                                                                              Ragazzi a voi dico buona partenza!
 
                                                                                                     Questo non è un Addio
                                                                                                ma un Arrivederci e ricordate:
                                                                                             contemplate con gli occhi il CIELO
                                                                           ma abbiate lo sguardo rivolto alla terra e alla vita di ogni giorno.