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                                                                                  VANGELO 22 MAGGIO - SESTA DOMENICA DI PASQUA

Siamo giunti ragazzi alla VI domenica di Pasqua.
 
Ripercorriamo un attimo il cammino. 
II domenica    FIDUCIA in Gesù
III domenica   ACCOGLIENZA, cioè accogliere Gesù senza condizioni
IV domenica   siamo i suoi figli prediletti e ci chiede di ASCOLTARLO
V domenica    ci dà il comandamento più grande AMARE
Dobbiamo saper giocare bene: ricordate il FAIR PLAY?
Ed oggi? Gesù, seduto ancora a tavola con i suoi, continua il discorso sull’amore
Come sempre protagonista principale è:
 
GESU’: Se l'amore per i fratelli e le sorelle si mostra dal modo con cui ci comportiamo verso di loro, come facciamo a mostrare al Signore Dio che lo amiamo?
Lo dice chiaramente il nostro amico. 
I discepoli si stanno preparando alla battuta finale, quella che sta per colpire la ciurma amica, tanto che produrrà l'effetto di un colpo pesante. 
Gesù lo sa molto bene: perciò li avverte, anzi prepara i loro cuori al distacco, rifinisce l'allenamento prima di farli entrare in campo a giocare la partita della vita. Afferma: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà, noi verremo a lui, prenderemo dimora presso di Lui». 
 
È cosa buffa: Gesù parla di PAROLA e DIMORA perché?
 
 
PAROLA: Osservare la sua parola significa mettere in pratica il suo insegnamento. Le parole, ragazzi, hanno un peso ed un valore: pensiamo ai consigli che ci vengono dati da chi ci vuol bene, alle parole di coraggio che i nostri genitori ci rivolgono nelle piccole sfide della vita; come reagiamo? Le ascoltiamo? Ci fanno piacere? Pensiamo a come ci sentiamo, ci comportiamo, dopo aver ascoltato il Vangelo ogni domenica. Come ci comportiamo durante la settimana? Se facciamo il contrario di quello che Gesù ci ha insegnato, gli dimostriamo che di Lui, in fondo, non ci importa poi molto! È come se gli dicessimo (non con le parole, ma con il comportamento): sì, va bene, Signore, tu mi parli ogni domenica, ma poi faccio di testa mia, faccio quello che mi pare... Questo non mi sembra proprio il modo per mostrare a Dio che gli vogliamo bene!!! Gesù ci sta dicendo che se facciamo nostre le sue Parole, Egli troverà in noi la sua… 
 
 
DIMORA: Egli vuole essere un nostro familiare, vuole abitare dentro di noi
Per farvi capire cosa significa che Gesù vuole dimorare in noi, mi sono divertito a giocare un po' con la “rete”. In essa ho cercato quei siti che “pensiamo noi a tutto”, purché tu rimanga comodamente a casa tua.
“Devi organizzare una cena speciale o un buffet con i migliori piatti della cucina italiana ed internazionale, e non vuoi uscire di casa?” Non ti preoccupare: “Veniamo noi da te e ti garantiamo un servizio completo!”.
C'è brutto tempo oppure semplicemente non hai voglia di uscire? Non preoccuparti veniamo noi a prendere a portarti tutto ciò che ti serve. 
Mi sono fermato, altrimenti avrei trovato veramente di tutto e di più: dal servizio serio e rispondente a un bisogno reale (pensiamo ai servizi per le persone anziane) al più banale, ridicolo e futile.
A tutto questo ci siamo abituati! A tal punto che non si esce più - pur potendo - nemmeno a giocare con gli amici, a fare anche solo due passi per respirare un po' d'aria, spesso ci nascondiamo dietro la scusa del “non ho tempo” o più semplicemente del “non me la sento, non ne ho voglia”.
Pensando agli slogan che citavo all'inizio, pensando a Gesù che vuole dimorare in noi, mi verrebbe da dire: “Non puoi uscire di casa per venire a trovarmi in chiesa? Tranquillo: “Se mi vuoi bene, io verrò da te e prenderò dimora presso di te”. “Se superi la tua pigrizia e metti al primo posto la domenica come giorno del Signore e vieni in Chiesa, stai tranquillo che io dimorerò in te e ti darò la forza di andare avanti”.
Quindi, non ci sono scuse: è finito il tempo di un Dio che se ne sta chiuso nel suo Olimpo. “Ed io, cosa devo fare?”. Nulla: solamente amarlo e credere in lui. Perché, tra l'altro, il suo “servizio a domicilio” oltre che essere efficiente, è fatto “a prezzo del suo sangue” e quindi, rispetto a tutti gli altri, è pure gratis! Anzi, per ricordare tutto ciò, Egli ci manda lo 
 
SPIRITO SANTO: il suggeritore d’eccezione. Pensate se a scuola, soprattutto durante le interrogazioni o i compiti in classe, noi avessimo un suggeritore... come sarebbe facile prendere bei voti...! Gesù ci ha lasciato per la vita di tutti i giorni lo Spirito Santo che è proprio colui che sta sempre al nostro fianco e ci suggerisce ciò che è meglio in ogni di circostanza... Pensate al grillo parlante amico fidato di Pinocchio! Egli cercava di aiutare Pinocchio ad evitare di infilarsi nei guai; così è per noi lo Spirito Santo. 
Per esempio: pensate a quando capita di arrabbiarci con nostro fratello o sorella o un amico per una cosa da nulla, una sciocchezza davvero, ma intanto alziamo la voce e le nostre parole diventano amare e cattive. Ma, mentre gridiamo con tono arrabbiato, ci ricordiamo le parole di Gesù: “Amatevi gli uni gli altri” e in un attimo comprendiamo che stiamo facendo il contrario di quello che Egli aveva detto! 
Com'è possibile che ci siano venute in mente le parole del Vangelo proprio in quel momento? Semplicemente perché lo Spirito Santo ce le ha suggerite e noi le avevamo conservate nel cuore.
Certo! Potevamo anche fare finta di non sentire e continuare ad arrabbiarci e a dire cose cattive; ma quando quelle parole di Gesù ci sono tornate alla memoria, abbiamo scelto di ascoltarle, di metterle in pratica. E se noi facciamo tutto ciò, ecco che avremo la 
 
 
PACE: Quella stessa pace che Gesù dona ai suoi dicendo: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”: non è un augurio, quello di Gesù. Non è come “La pace sia con voi” della messa: quello è un augurio che il celebrante ci rivolge. Ma Gesù non fa auguri: fa regali, direttamente. Perché possiamo sentirci meno soli, ci regala la sua pace: e non è la pace che ci viene dalle cose del mondo. Queste non danno pace anzi, usate male, ci danneggiano. Egli, in parole semplici, sta dicendo: non abbiate paura, non sentitevi tristi e soli al pensiero che ora vi lascio e vado al Padre. Non spaventatevi di quello che accade intorno a voi, perché io vi consegno un dono prezioso: la mia pace. La sua pace è il dono di sentirci amati, apprezzati, valorizzati, coccolati, abbracciati dall'amore del Padre. Che cosa dunque dobbiamo fare per ricevere questo regalo?
C’è qualcosa da preparare, visto che siamo espertissimi nell'organizzare eventi?
 
 
                                                                            Sì, una cosa da fare c'è, per ottenere il dono della PACE:
                                                                                                       bisogna AMARE. 
                                                                                           Sempre, senza stancarci, amare. 
                                                                                                                Punto. 

                                                                                                    Tant'è, lo sappiamo bene: 
                                                                                        che senso di PACE, quando ci sentiamo amati!